Il villaggio di Stepancikovo e i suoi abitanti

La mia Valutazione:

7/10

n. pagine: 300

Le mie considerazioni

Che fatica! Ho scelto questo romanzo di Dostoevskij insolito, quasi comico aspettandomi una storia leggera invece ho faticato con la lettura. Troppi nomi russi, i patronimici, i soprannomi che cambiano a seconda di chi parla e poi il protagonista, o meglio, il personaggio attorno a cui ruota tutto: Foma Fomic. L’autore è stato bravissimo a renderlo insopportabile. Egocentrico, capriccioso, millantatore, Foma tiene in pugno l’intera comunità fino all’ultima pagina senza che nessuno, benché lo desideri, riesca a liberarsene. Foma è il perno attorno a cui si delineano i vari caratteri dei personaggi (troppi), in particolare quello dello zio, il colonnello Rostanev esageratamente buono e insicuro, succube,  incapace di deludere chiunque che alla fine risulta essere il personaggio più inquietante. In questo villaggio di poche anime che gira attorno alle bizze di un folle potente ho ritrovato qualcosa di molto attuale. La struttura è la stessa: il capo capriccioso, dominatore, la corte pronta a cedere e ad accondiscendere, la comunità che si piega, lo stesso meccanismo del 1959 in uno sperduto villaggio russo viene attuato oggi nel nostro villaggio globale.

Mi è piaciuta la voce narrante del giovane Sergei che è ancora capace di indignarsi mentre tutti sono accecati da Foma Fomic, lui vede ciò che gli altri non vogliono o non sono più in grado di vedere.

Non è il Dostoevskij che preferisco, ma alla fine è stata una lettura illuminante.

La trama

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