Per il gruppo di lettura dovrò portare un brano da leggere con argomento “fantasmi”. Dapprima ho pensato a La casa degli spiriti, in un secondo tempo al terzo capitolo di Cime tempestose, ma poi mi è tornato alla mente un romanzo che lessi quando uscì nei primi anni 2000: Amabili resti di Alice Sebold. Come già successe tanti anni fa, l’ho divorato.
È una storia tragica: una ragazzina viene violentata, uccisa e fatta a pezzi dal suo vicino di casa, e il romanzo è raccontato da lei stessa, dal suo “cielo”. Racconta tutte le fasi, dal delitto in poi, e per oltre dieci anni segue la vita della famiglia, dei suoi amici, del suo assassino, raccontandola con una grazia e una dolcezza infinite. La storia di una famiglia, ma anche un giallo, se non fosse che l’assassino lo conosciamo sin dalle prime pagine. La cosa bella è che lei vive la vita di tutti, conosce altri defunti, fa incontri, qualche familiare sente la sua presenza; lei c’è sempre, vorrebbe fare di più per aiutarli, ma non può. Si devono aiutare da soli, lei veglia su di loro.
Ci sono bei personaggi: Ruth, che quando lei muore non è nemmeno sua amica, diventa fondamentale per la storia; i genitori, che soccombono di fronte a questa tragedia e reagiscono in maniera diversa; la nonna materna, che si fa carico di tenere a galla il salvabile; la sorella, che diventa popolare per essere la sorella della ragazza uccisa, e poi il fratellino, gli amici, la comunità.
È disarmante: anche le parti più cruente sono trattate con delicatezza. Si scopre la fragilità dell’essere umano, in un attimo tutto può cambiare e ciascuno reagisce a modo suo di fronte al dolore. Il cielo personale raccontato dall’autrice è una prospettiva piena di speranza, così come l’interazione con chi rimane. Tanto sentimento senza cadere nel sentimentalismo.
Assegno un buon voto, ma non il massimo, perché nell’ultima parte il ritmo sembra calare e alcuni episodi mi sono sembrati un po’ forzati, come se l’autrice non sapesse bene come chiudere; confermo comunque che vale la pena leggerlo.